Secondo un frate della Certosa di Pavia, fare le fotografia non serve per avere un ricordo, perché i ricordi si creano con la mente e con gli occhi, non certo con la macchina fotografica.

Questo a grandi linee il succo della risposta che oggi ci è stata data, quando abbiamo chiesto perché fosse vietato fare fotografie all’esterno del monastero.

Sì, perché oltre al fatto che è vietato fotografare e/o filmare all’interno, così come entrare in maniche “troppo” corte o in pantaloncini corti (al ginocchio), è anche vietato fotografare e filmare all’esterno della chiesa nonché nel chiostro.

Indignati e un po’ stupiti, dopo che il simpatico custode ci aveva gentilmente chiesto di uscire abbiamo pensato di chiedere spiegazioni.

Il frate ha citato un fantomatico studio sociologico nel quale si affermerebbe appunto che le foto non servono. Intervenuta anche una signora impiegata nel monastero, la faccenda ha assunto toni francamente ridicoli.

Il tutto poi per farsi sfuggire il vero motivo, una società detiene i diritti di immagine della Certosa e se si vuole si possono acquistare (credo) libri, cartoline ecc…. Ed ecco qui che ci siamo: €, $, £ ….

La questione di fondo secondo me è un’altra, questa mattina, 28 luglio 2013 periodo di ferie e di turismo, eravamo meno di una decina di persone a visitare il monastero, che è un Monumento Nazionale e che è davvero di una bellezza unica. Perché ?

Perché non è valorizzato per nulla, non ci sono cartelli, è sperduto in mezzo alla campagna.. All’estero per una chiesetta nemmeno lontanamente paragonabile avrebbero creato indicazioni a km di distanza. Sono esterofila?? No, forse, ma viaggio parecchio e osservo. Forse chi gestisce certi patrimoni dovrebbe aprire la mente, osservare, vivere nel nostro tempo.

Pensate ad un turista che viene da lontano, decide di fermarsi in Lombardia. Le guide turistiche segnalano la Certosa e quindi viene a visitarla. Non è cattolico, non conosce che nei luoghi di culto, anche d’estate, bisogna coprirsi per entrare – vi assicuro che hanno fatto uscire una ragazzina di circa 13 anni, solo perché aveva la maglietta con le maniche “troppo” corte, non stiamo parlando di abiti succinti o di certi scempi che si vedono in giro in questa stagione.

Bene, la moglie del nostro turista ha una maglietta sbracciata. Mi è capitato, spesso, di vedere all’estero, che vengono fornite delle pashmine, degli scialli, per coprire le spalle e permettere a chi non lo sapeva, di visitare la chiesa senza arrecare offesa al Signore (siete così sicuri che si offenda per una cosa del genere? ). Volete fare il business? Fatelo pagare.

Capirei davvero se avessero fatto uscire certe tipe che vedi al supermercato, e che non hanno ritegno … ma così è eccessivo.

Cmq, torniamo a noi e al nostro amico, che arriva sul posto e gli dicono che non può entrare, deve restare fuori, e non può fare nemmeno una foto dell’esterno. Tornerà? Dirà agli amici di venire a visitare le Certosa? Capisco l’interno, ma l’esterno… Nascondiamo il monumento, che nessuno lo veda, così a nessuno viene voglia di visitarlo !!!

Risposta del fraticello , anche all’estero, in certi luoghi, non ti fanno fare le foto! Io ho girato Europa e USA e raramente mi hanno impedito di fotografare l’interno di una chiesa, per non parlare dell’esterno. Ma ci sarà senz’altro un luogo più restrittivo della Certosa, non dico di no, e noi ovviamente dobbiamo copiare solo le sciocchezze vero? Le cose intelligenti mai!!!

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2 pensieri su “La certosa di Pavia, le regole assurde e i turisti che non vengono….

  1. Sono pronipote di giubilati marmoristi che hanno collaborato al allestimento negli anni di alcuni pezzi assai importanti della Certosa, ma ahimè non potendo immortalare la mia persona accanto a queste magnifiche opere d’ arte eseguite dai miei antenati, mi sembra penalizzante non poter testimoniare la loro presenza e ancor più la loro esistenza, se non venendo direttamente sul posto,precludendo così a chi non possieda i mezzi per recarsi sul posto, di godere poi di queste magnificenze.

  2. Ci sono stato proprio ieri, e sinceramente trovo insensato non far sapere al mondo cosa nascondono quelle mura.
    Esisterà pure una società che detiene i diritti d’immagine della Certosa, ma se poi li utilizza per sviluppare cartoline e libri di qualità e chiarezza paragonabili a certi degli anni 80, vendute nel negozietto nei pressi del museo, allora se le possono anche tenere.
    Fortunatamente non ci sono molte persone addette al “rispetto” di tale norma, come ad esempio all’interno della Basilica del Sacre Coeur a Parigi (ci sono più guardie che turisti), quindi se non ci si fa scoprire si può fotografare quasi tutto.
    Farò del mio meglio per divulgare tali foto il più possibile.😜

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